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日志


11月28日

I veneti e l'alcool

 

Il veneto è la prima regione italiana per consumo di alcol: dall’ombretta allo spritz, dal vin santo alla graspeta, sembra proprio che i veneti siano il popolo che più di tutti ama alzare il gomito, specialmente la sera. In una città come Padova, in particolare, dove una certa parte della popolazione è costituita da studenti universitari, l’alcol è diventato un rituale di aggregazione sociale, si potrebbe dire quasi un simbolo del divertimento, del tempo libero, ma anche, forse, dell’appartenenza ad un gruppo. Chi lavora nei locali pubblici, infatti, sa bene che gli alcolici sono ormai uno status simbol: tanto diversificata per qualità e prezzo è l’offerta, tanto sono diversi i tipi di locale, gli arredi, la musica. Ognuno si ritaglia una fetta di pubblico più o meno omogenea, in base al tipo di offerta: spritz a prezzi stracciati, birra, vino per palati più o meno raffinati, cocktails elaborati, decorati come piccole opere d’arte, o serviti alla buona in bicchieri di plastica.

Una cultura, questa, che parte dal basso, arrivando fino ai grandi vini, alle grandi scuole per somelier e bartender; ma anche una tradizione che ci appartiene da millenni: basti pensare al mito di Bacco, oppure alle leggende celtiche legate al luppolo, alla tradizione della grappa di Bassano, alle etichette di vini pregiati che vengono prodotti ogni anno a partire dalle vigne venete. Il processo di fermentazione che porta a trasformare lo zucchero contenuto negli alimenti in etanolo (alcol), a scopo conservativo, fa perdere le sue tracce ben prima dell’inizio della storia: non c’è da meravigliarsi, quindi, se, in un certo senso, ci siamo tutti affezionati.

 

Ci siamo chiesti, dunque, considerando tutti questi aspetti, legati alla cultura dell’alcol, ai problemi legati alle così dette “stragi del sabato sera”, ma anche, in un senso più ampio, al consumo eccessivo di alcol da parte dei giovani, quanto utile possa essere la nuova legge nazionale, in vigore dal 4 Ottobre, che impone il divieto di vendere alcolici dalle 2 alle 5 ai locali dove si svolgono “attività di intrattenimento e spettacolo”, oltre all’obbligo di porre a disposizione – gratis o a pagamento – strumenti di misurazione del tasso di alcol e tabelle informative. Abbiamo fatto, quindi, un giro per Padova, dopo le 2:  per vedere cosa succede nei locali della nostra città dopo l’entrata in vigore delle nuove leggi.

 

Al limbo, alle 2.15, gli ultimi supersiti (meno di una decina), devono coca cola e succhi di frutta, le luci sono già accese, la musica spenta. Così, chiediamo di parlare con il responsabile.

Davide Destro ci accoglie al piano superiore, con una stretta di mano: “essendo noi un locale che offre anche servizi di ristorazione, in molti arrivano per cena, quindi le perdite sono state più basse rispetto ad altri esercizi, ma a causa di questa nuova legge gli incassi sono calati del 20-30%; dopo le 2, infatti, tornano tutti a casa, non stanno qui per bere coca, oppure si trasferiscono in altri locali, dove non c’è musica, come pub e birrerie, così possono continuare a bere fino alle 3”. Il Q, invece, alle 2.30 ha già sbarrato le porte: un cameriere ci invita gentilmente a tornare il giorno dopo.

Mentre al Banale, circolo ARCI, c’è ancora un discreto movimento. Gli alcolici non si servono più al banco, ma molti ragazzi sembrano già ubriachi. “Noi ci siamo caricati con due negroni – un cocktail di gin, martini rosso e campari - alle due meno un quarto, così adesso siamo a posto”, ci dice uno di loro: infatti la legge non vieta di bere, dopo le due, ma solo di vendere alcolici, “ci si può fare una scorta pochi minuti prima dell’ora x e continuare comunque a bere”, ci suggerisce un altro ragazzo. Anche al Fish market la situazione non sembra poi molto diversa da com’era i mesi scorsi. Molti ragazzi si sono riforniti di bottigliette mignon, comode da tenere in borsa, che nelle ultime settimane hanno avuto un boom di vendite: “così si risparmia anche: ordiniamo un bicchiere di coca e aggiungiamo il rum” ci dicono due ragazze, provviste di borsetta firmata e ripiena, oltre che di trucchi e accessori, di bottigliette. Fatta la legge, trovato l’inganno, si potrebbe dire. Per il momento, comunque, nessuna traccia di etilometri all’interno dei locali, ne di tabelle informative o quant’altro.

La nostra impressione, parlando coi ragazzi, è che questi divieti abbiano inoltre incentivato l’uso delle droghe, che vengono utilizzate come alternativa al bicchiere per lo sballo del sabato sera: cocaina e pastiglie, per lo più. Ma questo, per ovvi motivi, è solo un dato empirico.

Ad ogni modo, la situazione generale, dopo un mese dall’entrata in vigore della legge, non sembra migliorata affatto, anzi, l’unico vero effetto visibile, almeno ad una prima analisi, sembra essere il danno economico che hanno subito le attività notturne che offrono intrattenimento musicale.

 

 

I DANNI DELL’ALCOL

 

L’etanolo ha un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, agisce come ansiolitico, provoca disinibizione comportamentale e un rallentamento dei riflessi: per questo è molto pericoloso mettersi alla guida in stato di ebbrezza. Dopo essere stato ingerito, l’alcol viene rapidamente assorbito dall’apparato digerente, la maggior parte si mescola a tutti gli altri liquidi corporei, mentre una piccola parte viene espulsa attraverso il sudore, le urine e l’aria espirata dai polmoni. Il rapporto di etanolemia (concentrazione di etanolo nel sangue) e aria alveolare è costante: da qui il funzionamento degli etilometri, che, grazie all’aria soffiata al loro interno sono in grado di stabilire la percentuale di alcool nel sangue.

L’etanolo, inoltre, agisce come vasodilatatore, provocando effetti acuti e cronici sull’apparato cardiocircolatorio (aritmie, aumento della pressione sanguigna, infarto), oltre che sull’apparato gastroenterico (diarrea, pancreatici, cirrosi epatica) e su quello riproduttivo (Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile sono impotenti). Ma questo vale per i consumatori cronici, che ingeriscono grandi quantità di alcol, mentre, ad esempio, un moderato consumo giornaliero (20-40 g/dì), invece, è correlato a una riduzione di circa il 30% della mortalità associata a patologie cardiache. Come al solito, quindi, la soluzione sembra stare nel mezzo: l’alcol fa molto male se assunto in grandi quantità, ma fa perfino bene se assunto con molta moderazione.

 

 

 

Scala di sanzioni legate al tasso alcolemico (legge in vigore dal 4/10/07):

 

Tasso alcolemico indicato in g/l

Pena

Multa

Sospensione della patente

Da 0,5 a 0,8

-

Da 500 a 2000 €

Da 3 a 6 mesi

Da 0,81 a 1,5

Fino a 3 mesi di arresto o fino a 6 mesi di attività socialmente utili non retribuite.

Da 800 a 3200 €

Da 6 mesi a un anno

Oltre 1,5

Fino a 6 mesi di arresto o fino a un anno di attività socialmente utili non retribuite.

Da 1500 a 6000 €

Da uno a due anni

 

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